Centri raccolta rifiuti urbani in modo differenziato: la nuova disciplina
Adeguamenti entro 12 mesi.
Data: 23 Maggio 2026

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Il 14 maggio scorso è entrato in vigore il decreto 26 marzo 2026 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica recante “Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 98 del 29 aprile 2026.
Il provvedimento abroga i decreti 8 aprile 2008 e il successivo decreto di modifica del 13 maggio 2009, introducendo una disciplina aggiornata dei centri di raccolta, definendone le caratteristiche tecnico-strutturali, i requisiti per la gestione e il funzionamento, i rifiuti conferibili e le modalità di gestione.
I centri di raccolta già esistenti continuano a operare e si conformano alle nuove disposizioni entro 12 mesi dalla sua entrata in vigore.
La realizzazione dei centri di raccolta è demandata agli enti di governo d’ambito territoriale ottimale, ove costituiti, o ai Comuni, che vi provvedono in coerenza con gli strumenti di pianificazione della gestione dei rifiuti.
Gli stessi enti disciplinano, mediante regolamento, l’organizzazione e la gestione dei centri, individuando le tipologie di rifiuti conferibili, le modalità di accesso e le regole di utilizzo da parte dell’utenza.
Il nuovo decreto tiene conto delle novità normative intervenute negli anni, in particolare della riforma del 2020 del decreto legislativo152 del 3 aprile 2006, con la quale il legislatore ha allargato la definizione di “rifiuti urbani” con l’ingresso per legge di alcune tipologie di rifiuti prodotti da attività economiche, “simili” a quelli di origine domestica.
La nuova regolamentazione configura i centri di raccolta come nodi multifunzionali e strategici, non più relegati a un ruolo passivo di raccolta, ma integrati attivamente negli obiettivi di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio, in piena coerenza con la visione moderna della gestione dei rifiuti.
A tale riguardo, il decreto 26 marzo 2026 prevede che presso i centri di raccolta possano essere individuate alcune aree da destinare all’esposizione temporanea di beni usati e funzionanti, direttamente idonei al riutilizzo, finalizzata allo scambio tra privati, e alla prevenzione dei rifiuti.
Si rimanda a un’attenta lettura della norma per le novità introdotte.
Ultimo aggiornamento
21/05/2026, 14:49