Affitti brevi verso nuove norme

Presentata in Commissione europea una proposta di regolamento.

Data: 26 Settembre 2026

fiera turismo Helsinki

La Commissione europea ha presentato una nuova proposta legislativa per contrastare la crisi abitativa e regolamentare gli affitti brevi nelle aree più soggette a tensione immobiliare.

Sono previsti criteri comuni per individuare le città sotto pressione e maggiori strumenti per gli enti locali.

L’Affordable Housing Act è una proposta legislativa che punta a fornire agli Stati membri e alle amministrazioni locali nuovi strumenti per affrontare l’emergenza abitativa e contrastare l’aumento dei prezzi delle case, soprattutto nelle grandi città e nelle destinazioni turistiche più frequentate.

L’Unione europea sembra orientata verso un quadro comune per valutare gli interventi sul mercato immobiliare, che potrebbero incidere sul funzionamento del mercato unico.

L’obiettivo è garantire maggiore certezza giuridica alle autorità che intendono intervenire per tutelare l’accessibilità e la disponibilità degli alloggi, mantenendo al tempo stesso il rispetto del principio di sussidiarietà.

Tra gli aspetti più rilevanti della proposta figurano le possibili limitazioni agli affitti brevi turistici nelle cosiddette “aree sotto pressione abitativa”. Per individuare queste zone verrà adottata una metodologia comune basata su specifici indicatori, tra cui il rapporto tra il prezzo medio delle abitazioni e il reddito disponibile pro capite.

Le amministrazioni che decideranno di introdurre restrizioni sugli affitti brevi dovranno dimostrare, attraverso dati concreti, che questa attività contribuisce in modo significativo alla riduzione dell’offerta abitativa disponibile per le locazioni di lungo periodo e che ha avuto effetti negativi sull’accessibilità economica degli alloggi per almeno tre anni. Inoltre, dovranno provare che eventuali misure meno restrittive non sarebbero altrettanto efficaci.

La proposta prevede anche l’effettiva applicazione del regolamento europeo sulle locazioni a breve termine, compresi gli obblighi di registrazione degli immobili e la rimozione degli annunci non conformi dalle piattaforme online. I dati raccolti attraverso questi strumenti potranno essere utilizzati dalle autorità locali per supportare le proprie valutazioni e decisioni.

Il quadro normativo in cui si inserisce l’Affordable Housing Act riguarda anche altri fenomeni che potrebbero ridurre la disponibilità di abitazioni, come le seconde case e gli immobili lasciati sfitti per lunghi periodi. In questi casi, eventuali misure dovranno rispettare il principio della certezza del diritto, senza effetti retroattivi e con adeguati periodi di transizione.

Accanto alle possibili restrizioni, Bruxelles punta ad ampliare l’offerta abitativa. La proposta è infatti accompagnata da una raccomandazione che invita gli Stati membri a velocizzare le procedure urbanistiche e autorizzative per nuove costruzioni, ristrutturazioni e riconversioni di edifici esistenti. Tra le misure suggerite figurano incentivi agli investimenti e l’adozione di piani dedicati all’accelerazione dell’edilizia residenziale.

La proposta legislativa sarà ora esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, mentre la Commissione continuerà a lavorare con gli Stati membri e con tutti i portatori di interesse coinvolti per attuare il Piano europeo per l’edilizia residenziale a prezzi accessibili.

Occorre quindi seguire l’iter legislativo della proposta per conoscerne l’esito e l’applicazione a livello nazionale, regionale e locale.

Ultimo aggiornamento
24/09/2026, 15:17