Tra storia e mito: capolavori operistici dell’Ottocento

Domenica 27 settembre alle 16.00 nel Chiostro grande del Convento di Santa Maria del Lavello a Calolziocorte.

Data: 15 Settembre 2026

concerto lavello 27_09_2026

La Provincia di Lecco propone domenica 27 settembre alle 16.00 nel Chiostro grande del Convento di Santa Maria del Lavello a Calolziocorte il concerto Tra la storia e il mito. Capolavori operistici dell’Ottocento, dedicato ad alcune delle pagine più celebri e spettacolari del melodramma ottocentesco.

Protagonista sarà la Filarmonica Giuseppe Verdi di Lecco – San Giovanni, diretta dal maestro Mauro Bernasconi, con un programma che propone grandi brani del repertorio operistico in versione per orchestra di fiati. L’iniziativa si realizza in collaborazione con il Liceo musicale Grassi di Lecco.

L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto Opera diffusa. Giovani, territorio e patrimonio lirico sul lago di Como,  nato con l’obiettivo di avvicinare il pubblico all’opera lirica italiana e di valorizzare questo straordinario patrimonio culturale come bene pubblico, diffuso e condiviso. Il concerto recupera, in particolare, quella storica funzione divulgativa che le bande musicali svolsero nell’Ottocento e per buona parte del Novecento, contribuendo a portare le melodie dell’opera anche al di fuori dei grandi teatri.

Il concerto è a ingresso libero, fino a esaurimento posti e non è necessaria la prenotazione.

Il Monastero di Santa Maria del Lavello è uno dei più significativi complessi religiosi della Valle San Martino. Sorto in epoca medievale lungo le rive dell’Adda, conserva una storia secolare legata ai pellegrinaggi, alla devozione mariana e alle vicende del territorio.

La Fondazione Monastero di Santa Maria del Lavello, di cui la Provincia di Lecco è socio fondatore insieme a Regione Lombardia, Comune di Calolziocorte e Camera di Commercio di Como-Lecco, promuove la valorizzazione del complesso monumentale quale luogo di cultura, spiritualità e crescita del territorio.

Approfondimento sul programma musicale

Dalla storia alla musica

Il programma costruisce un vero e proprio itinerario attraverso l’Ottocento musicale, mettendo in relazione il melodramma con la storia, la cultura romantica e le idee di nazione, libertà e autodeterminazione dei popoli. Per molto tempo, alcune opere di Giuseppe Verdi sono state interpretate come vere e proprie espressioni musicali del Risorgimento italiano. È celebre, in questo senso, il caso del Nabucco e del coro Va, pensiero, tradizionalmente associato al sentimento patriottico degli italiani sottoposti alla dominazione straniera. La ricerca storica e musicologica degli ultimi decenni ha però restituito un quadro più articolato, mostrando come molte delle letture “patriottiche” delle opere verdiane siano state costruite anche successivamente, attraverso i processi di ricezione e interpretazione del pubblico. Ciò non toglie che, soprattutto a partire dagli anni Quaranta dell’Ottocento, il teatro musicale sia diventato uno dei luoghi privilegiati nei quali si riflettevano tensioni politiche e aspirazioni collettive. Lo dimostrano anche gli interventi delle censure governative sui libretti. Emblematico è il caso de Les vêpres siciliennes di Verdi: per poter essere rappresentata nella penisola italiana, l’opera dovette essere radicalmente modificata, trasferendo l’azione nel Portogallo del Settecento e trasformandone il titolo in Giovanna de Guzman, così da eliminare i riferimenti alla rivolta dei siciliani contro la dominazione straniera.

Verdi, il coro e l’idea di libertà

Il percorso musicale prende avvio dalla travolgente energia di Giuseppe Verdi, con la Sinfonia dal Nabucco e la marcia e coro “Si ridesti il leon di Castiglia” dall’Ernani. In Ernani, tratto dall’omonimo dramma di Victor Hugo, emerge una delle figure più caratteristiche della cultura romantica: quella del proscrito e del ribelle, posto ai margini di una società corrotta e impegnato nella propria personale lotta contro l’ingiustizia. Nel celebre coro Si ridesti il leon di Castiglia, i congiurati castigliani si preparano alla rivolta contro gli Asburgo. Il coro diventa così la voce di una collettività che si riconosce come una “famiglia”, nel senso più ampio di una comunità e di una nazione. Non è un caso che proprio il coro, e in particolare il grande coro verdiano, caratterizzato da melodie incisive e immediatamente riconoscibili, rappresenti una delle forme più efficaci per dare voce musicalmente a sentimenti collettivi.

Dal melodramma al mito germanico

Il programma prosegue con due celebri pagine dal Tannhäuser di Richard Wagner: il Coro dei Pellegrini e la Marcia. Con Wagner il percorso esce dai confini italiani e approda alla cultura tedesca. Il protagonista del Tannhäuser è una figura del Medioevo, il poeta e cantore Tannhäuser. Il recupero di figure, leggende e materiali del passato nazionale costituisce uno degli aspetti fondamentali della cultura romantica europea: la riscoperta del patrimonio storico, letterario e mitico diventa infatti anche uno strumento attraverso il quale una comunità cerca di definire la propria identità culturale.

Il volto più leggero del Romanticismo

Una parentesi di più brillante leggerezza sarà rappresentata dall’Ouverture del Fra Diavolo di Daniel Auber, capolavoro di eleganza e vivacità teatrale. Anche qui compare la figura romantica del bandito, ma in una veste decisamente diversa. Fra Diavolo, infatti, non è soltanto un personaggio di fantasia: l’opera si ispira alla figura storica di Michele Pezza, realmente vissuto tra Settecento e Ottocento e protagonista delle insorgenze sanfediste contro le truppe napoleoniche nel Mezzogiorno d’Italia.

La conclusione: Norma di Bellini

A chiudere il concerto sarà la Sinfonia dalla Norma di Vincenzo Bellini, che riporta il pubblico nell’antichità e nel mondo del mito. La vicenda della sacerdotessa Norma, appartenente al popolo dei Galli sottoposti alla dominazione romana e al tempo stesso legata sentimentalmente al proconsole romano Pollione, unisce ancora una volta dimensione privata e conflitto collettivo, passione individuale e aspirazione alla libertà.

Attraverso Verdi, Wagner, Auber e Bellini, Tra la storia e il mito propone così non soltanto una successione di celebri pagine musicali, ma un viaggio nell’immaginario dell’Ottocento: un secolo nel quale storia, mito, identità nazionale, libertà e passione romantica si incontrano sulla scena dell’opera e nella musica che ancora oggi continua a parlare al pubblico.

Ultimo aggiornamento
15/09/2026, 14:06