Pagamenti ai professionisti e verifica regolarità fiscale

Le novità in vigore dal 15 giugno.

Data: 21 Giugno 2026

bilancio sociale by freepik

Dal 15 giugno scorso, per effetto della legge 199 del 2025 che ha introdotto il comma 1 ter all’articolo 48 bis del decreto del Presidente della Repubblica 602 del 1973, è scattato l’obbligo di verifica della regolarità fiscale su tutti i pagamenti ai professionisti, indipendentemente dall’importo, superando la soglia dei 5.000 euro.

L’obbligo riguarda i compensi di tutte le prestazioni professionali: attività di lavoro autonomo, intellettuale o tecnico, diverse dall’impresa, come avvocati, architetti, commercialisti, ingegneri, consulenti, artisti, che operano con partita Iva.

A differenza della disciplina previgente, la nuova norma introduce due novità.

In primo luogo, in caso di irregolarità fiscale dei professionisti non è prevista la sospensione del pagamento, bensì un sistema di compensazione immediata. Le pubbliche amministrazioni sono tenute a versare direttamente all’agente della riscossione la quota corrispondente al debito, liquidando al professionista solo l’eventuale eccedenza.

Secondariamente la verifica deve essere effettuata per qualsiasi importo, anche minimo.

Ne deriva un impatto organizzativo non trascurabile per l’ufficio ragioneria, chiamato a gestire un numero elevato di verifiche.

La nuova disposizione presenta alcune criticità. L’estensione della verifica rischia di generare un rallentamento dei pagamenti. Inoltre, il meccanismo di scomputo diretto appare particolarmente incisivo nei confronti dei professionisti, che subiscono la decurtazione del compenso senza essere destinatari di un autonomo atto impugnabile.

In questo contesto è auspicabile un intervento interpretativo volto a definire con maggiore precisione responsabilità e modalità applicative della nuova disciplina.

Ultimo aggiornamento
18/06/2026, 08:33