Emissioni e sicurezza: i controlli provinciali sugli impianti termici 2025-2026

I principali dati emersi.

Data: 12 Aprile 2026

Impianti termici

Si avvicina il 15 aprile, termine entro il quale devono essere spenti gli impianti termici civili nei comuni appartenenti alla zona climatica E.

In provincia di Lecco la maggior parte dei comuni rientra in questa categoria, a eccezione di quelli prettamente montani (Ballabio, Barzio, Bellano – frazione di Vendrogno, Casargo, Cassina, Crandola, Cremeno, Esino Lario, Margno, Moggio, Morterone, Pagnona, Parlasco, Premana, Sueglio e Valvarrone), che ricadono invece nella zona climatica F, per la quale non sono previste limitazioni temporali all’uso degli impianti.

Nel territorio provinciale, escluso il comune di Lecco, il Catasto unico regionale impianti termici della Lombardia (Curit) registra 143.634 impianti, di cui 130.353 (90,75%) alimentati da combustibili fossili, 12.075 (8,40%) a biomassa e il restante 0,85% da altre fonti energetiche.

Come ogni anno, anche per la stagione termica 2025-2026 la Provincia di Lecco ha avviato i controlli previsti, tuttora in corso, che comprendono ispezioni in loco e verifiche tecnico‑amministrative documentali.

L’obiettivo è garantire la sicurezza e il corretto funzionamento degli impianti, oltre a promuovere un uso razionale dell’energia e ridurre l’impatto ambientale.

Le ispezioni, effettuate da tecnici qualificati incaricati dalla Provincia, verificano il rendimento di combustione del generatore e altri parametri (monossido di carbonio, fumosità), la corretta installazione, le condizioni di esercizio in sicurezza e l’esecuzione della manutenzione periodica.

Al 31 marzo 2026 sono stati eseguiti:

  • 2400 ispezioni
  • 2450 accertamenti documentali

Le ispezioni nel 23% dei casi hanno rilevato varie irregolarità (ventilazione inadeguata, mancata manutenzione, assenza di dichiarazione di conformità, mancanza del certificato antincendio).

Gli impianti classificati come pericolosi rappresentano l’1,3% del totale ispezionato.

Gli accertamenti documentali hanno evidenziato irregolarità nel 26% dei casi, principalmente per mancata manutenzione o assenza della dichiarazione di conformità.

In tutti i casi i responsabili degli impianti sono stati invitati a regolarizzare le criticità riscontrate. Quando le irregolarità rientrano nella competenza di altri enti (Comuni, Inail, Vigili del Fuoco), questi sono stati informati degli esiti.

Un tema rilevante, già emerso nelle precedenti campagne di controllo, riguarda gli impianti alimentati a biomassa: molti, anche a causa della loro vetustà (come i caminetti tradizionali), presentano criticità sia in termini di prestazioni ambientali (le cosiddette “stelle”) sia di conformità dell’installazione.

I dati definitivi saranno elaborati e resi noti al termine della campagna di controllo, prevista per il 31 luglio.

Ultimo aggiornamento
10/04/2026, 12:03