Pulizia canna fumaria e prevenzione rischi d’incendio

Impianti termici a biomassa.

Data: 5 Gennaio 2026

Impianti termici

Primaluna, Pasturo, Lecco, Casatenovo sono alcuni comuni nei quali nel corso del 2025 si sono registrati incendi partiti dalle canne fumarie degli impianti termici a biomassa.

L’incendio della canna fumaria può innescarsi:

  • internamente al condotto a causa dell’accumulo di fuliggine che si deposita sulle pareti interne
  • esternamente al camino, allo sbocco esterno del condotto fumario, per la presenza di materiali combustibili nelle immediate vicinanze
  • per le perdite della canna fumaria da cui fuoriescono i gas ad alte temperature o le scintille e interessano lo strato di isolante che avvolge la canna, provocando combustioni

Per la prevenzione dei rischi è necessario provvedere alla corretta installazione degli impianti e dei condotti di evacuazione dei fumi, che devono essere certificati dall’installatore mediante il rilascio della dichiarazione di conformità, non trascurare la periodica manutenzione ordinaria, che comporta la pulizia del condotto da parte di personale specializzato almeno una volta all’anno, oppure ogni 40 quintali di biomassa bruciata e, infine, gestire correttamente l’impianto utilizzando combustibile stagionato e di qualità, mantenendo stabile la combustione, dosando opportunamente l’aria per favorire l’efficienza della combustione.

Le disposizioni regionali in merito agli impianti termici a biomassa (Deliberazione della Giunta regionale 5360/2021) prevedono che il manutentore abilitato registri l’intervento di pulizia della canna fumaria nel catasto unico regionale impianti termici (Curit), a pena di sanzioni.

Ultimo aggiornamento
12/01/2026, 15:42