Lecco, 1 giugno 2018 – Venerdì 8 e sabato 9 giugno si terrà un’esercitazione di Protezione Civile, frutto di un lavoro preparatorio durato circa 3 mesi, con il coordinamento e il raccordo delle forze istituzionali e di volontariato di Protezione Civile, coinvolgendo anche un più ampio Gruppo di lavoro operativo presso la Comunità di lavoro Regio Insubrica, composta da Regione Lombardia, Regione Piemonte, Canton Ticino, Province di Lecco, Como, Varese, Novara e Verbano Cusio Ossola.

Esercitazione pratica, ma anche previsione e prevenzione nell’ambito delle problematiche del dissesto idrogeologico.

Con la recente approvazione del codice di Protezione Civile, è stata ulteriormente ribadita la necessità di testare, tramite specifiche esercitazioni, i piani comunali e provinciali di protezione civile per renderli attuali e noti agli enti e alla popolazione.

Venerdì 8 giugno si svolgeranno attività conoscitive, rivolte agli operatori specialisti, in merito a fenomeni di dissesto noti e monitorati nell’area lecchese, con la visita al centro di monitoraggio geologico gestito da ARPA Lombardia a Sondrio, che ha competenze specifiche e dirette anche sulle grandi frane presenti in provincia di Lecco.

Grazie alla disponibilità di ARPA Lombardia, sarà quindi possibile vedere come funziona questo centro di monitoraggio di valenza regionale, reso necessario dopo i tragici eventi alluvionali del 1987 in Valtellina e ancora oggi centro nevralgico che controlla e verifica lo stato di attivazione o quiescenza delle principali frane sul territorio.

Nella mattinata di sabato 9 giugno verrà testato il piano di gestione della mobilità della sponda orientale del Lario, simulando parzialmente una frana di crollo in roccia (in analogia con un evento reale verificatosi nel 2010), in accordo e condivisione con la Prefettura di Lecco e con le forze operative coinvolte, in particolare Vigili del Fuoco, Polizia stradale, 118, oltre ai Comuni attraversati dalla SS36.

Verranno quindi verificate le strutture di Protezione Civile di livello provinciale; il centro operativo delle attività esercitative è stato individuato presso il Centro Polifunzionale di Emergenza (CPE) in località Sala al Barro di Galbiate, dove saranno presenti diversi operatori del Centro Coordinamento Volontari e personale della Croce Rossa che si occuperà del supporto agli operatori coinvolti.

Contestualmente, grazie alla disponibilità dell’ordine dei geologi della Lombardia che partecipa all’esercitazione con 30 professionisti, saranno simulate criticità di dissesto idrogeologico di livello locale su circa 10 comuni lecchesi; verrà inoltre testata una specifica scheda di rilievo uniformata di livello sperimentale.

Saranno inoltre presenti, quali osservatori, tecnici qualificati di altre Province Lombarde, oltre al personale del Canton Ticino, con cui da anni si sono avviati una proficua collaborazione e uno scambio di buone pratiche nell’ambito del Gruppo di lavoro Protezione Civile attivo presso la Comunità di lavoro Regio Insubrica.

Il Presidente della Provincia di Lecco Flavio Polano parteciperà alle attività per verificare direttamente l’esito dell’esercitazione, in particolare sabato 9 giugno alle 12.00 al CPE di Galbiate: “Ringrazio le istituzioni, gli operatori e i volontari che nell’ambito della Protezione Civile assicurano il costante impegno a favore dei cittadini. Il territorio della Provincia di Lecco risulta particolarmente sensibile a fenomeni di dissesto idrogeologico e solo una costante attività di previsione e prevenzione può contribuire a ridurre i disagi per la popolazione e a rendere consapevoli anche gli amministratori del ruolo e dell’impegno verso queste attività di prevenzione e pianificazione che non devono mai venire meno. Con l’avvicinarsi del periodo estivo e con i significativi flussi connessi alla mobilità delle persone nel nostro territorio, in particolare lungo la sponda orientale del lago, diviene fondamentale assicurare un coordinamento che, sulla base di un piano d’emergenza condiviso, consenta di affrontare situazioni emergenziali naturali e antropiche, che spesso vanno ben oltre i confini provinciali lecchesi”.



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