Lecco, 7 settembre 2015 – Oggi a Villa Monastero di Varenna si è svolto un sopralluogo con il funzionario del settore Patrimonio storico e artistico della Soprintendenza Ilaria Bruno, per la valutazione del danno al gruppo scultoreo della Clemenza di Tito, opera di Giovan Battista Comolli, colpito nel primo pomeriggio di venerdì scorso da un ramo di una pianta del giardino della Villa, che ha provocato il distacco della testa e di parte di un braccio.

Al sopralluogo hanno partecipato il Consigliere provinciale delegato ai Lavori Pubblici Rocco Cardamone, il Dirigente del Settore Patrimonio Francesco Canali, il Curatore e Conservatore della Casa Museo Anna Ranzi.

La funzionaria della Soprintendenza, dopo aver constatato l’entità del danno, ha definito le procedure di intervento immediato sul bene. Il telo che ricopriva la statua è stato rimosso, considerato che non sussistono pericoli di ulteriori danni.

Venerdì 11 settembre si terrà un nuovo sopralluogo con la restauratrice Cinzia Parnigoni, che nel 2013 si era occupata del restauro del gruppo scultoreo, la quale dovrà definire l’entità e le modalità dell’intervento di restauro.

“Fortunatamente – commenta il Consigliere Cardamonela statua non si è ‘sbriciolata’’, perciò, dopo il via libera della Soprintendenza, potrà essere ricomposta in tempi brevi. Dopo il prossimo sopralluogo della restauratrice saremo in grado di presentare un progetto di recupero che dovrà essere approvato dalla Soprintendenza. Valuteremo anche quali interventi fare sulle essenze arboree per individuare una soluzione che metta al riparo la statua da possibili cadute di rami: si tratterà di un intervento di riduzione delle ramificazioni che si protendono verso l’area della statua, evitando per quanto possibile interventi di rimozione delle piante, che costituiscono un elemento imprescindibile del paesaggio di Villa Monastero”.

Il monumento, che costituisce l’ultima opera realizzata dallo scultore poco prima della morte (1830), è collocato nel giardino vicino all’ingresso della Villa e descrive l’atto di clemenza dell’imperatore romano Tito nei confronti di Sesto e Vitellia, che avevano congiurato contro di lui. Il soggetto, ispirato dal poeta Vincenzo Monti e tratto da Metastasio, fu musicato da Mozart nel 1791 in occasione dell’incoronazione di Leopoldo II re di Boemia e giunse a Villa Monastero grazie al tedesco Walter Kees (1864-1906), uno degli ultimi proprietari di questa dimora lariana.




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