Il Presidente della Provincia di Lecco Daniele Nava contesta il Disegno di Legge (DDL) sul riordino degli Enti, predisposto dal Ministro Graziano Delrio e approvato venerdì 26 luglio dal Governo, che rivede e svuota le funzioni delle Province in vista dell’abolizione nella Carta Costituzionale.

Il DDL prevede infatti per le Province un progressivo svuotamento di “potere” tanto che si parla già di disegno di legge “svuota poteri”.

Le ragioni di questa presa di posizione del Presidente Nava sono molteplici: innanzitutto ritiene che i cittadini stiano subendo una non corretta soluzione del problema del contenimento della spesa pubblica, in quanto questo provvedimento, se tradotto in legge, non produrrà nessun risparmio, ma genererà solo confusione dovuta al passaggio di competenze, ancora da definire chiaramente, a Comuni e Regioni, senza contare che il personale, che ovviamente verrà assorbito da questi Enti, potrà magari godere di un contratto economicamente più vantaggioso. A pagare questi maggiori costi saranno sempre i cittadini.

In secondo luogo, la trasformazione delle Province in Enti di secondo livello ha una connotazione fortemente anti-democratica e se può dare l’impressione di una riduzione delle spese della politica, così non è. A fronte di un esiguo risparmio in termini di gettoni di presenza e indennità, verrà meno per il cittadino la possibilità di eleggere i propri rappresentanti, ma soprattutto non percepirà quei benefici in termini economici promessi dal Ministro Delrio: ciò che il cittadino percepirà sarà una riduzione del livello qualitativo dei servizi erogati dovuta alla confusione generata dalla messa in pratica della normativa.

In attesa della piena applicazione di questa riforma, prevista per il 2014, l’impegno e l’attenzione della Provincia di Lecco verso i cittadini e il territorio rimarranno comunque alti, nonostante la carenza di risorse dovuta ai continui tagli del Governo centrale. La Provincia di Lecco continuerà infatti a svolgere le attività di valorizzazione delle caratteristiche e delle specificità territoriali, coordinandosi con i Comuni e le parti sociali, per un progetto di sviluppo economico locale che continui a essere credibile, partecipato e sostenibile anche in una dimensione globale, facendo sintesi e nello stesso tempo essendo capaci di pianificare ciò che le piccole realtà comunali non sono in grado di comprendere per la loro dimensione.

Come più volte ribadito il Presidente Nava auspica una riforma seria e condivisa, che interessi tutti i livelli istituzionali, che ridimensioni soprattutto i benefici degli organi centrali, che elimini i privilegi delle Regioni a statuto speciale, oggi anacronistiche, che riveda il mantenimento di quegli enti e consorzi inutili, in definitiva che risponda alle reali esigenze dei cittadini. Una riforma di sostanza e non di facciata, che preveda un effettivo risparmio per il contribuente.