“La Corte Costituzionale ha confermato quanto ho sempre sostenuto con ferma convinzione, ovvero che la riforma del sistema istituzionale non è materia che si possa disciplinare con lo strumento della decretazione d’urgenza”. Il Presidente della Provincia di Lecco Daniele Nava commenta così la sentenza pronunciata ieri, mercoledì 3 luglio, dalla Consulta, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della riforma delle Province contenuta nel decreto Salva Italia del Governo Monti. “Un’altra conferma dell’incapacità del Governo Monti – prosegue il Presidente Nava Come più volte ribadito, il nostro Paese ha bisogno invece di una riforma seria, condivisa e corretta nella procedura, che interessi tutti i livelli istituzionali e che risponda alle reali esigenze dei cittadini. Una riforma di sostanza e non di facciata, che preveda un effettivo risparmio per il contribuente. Alla luce di questa sentenza auspico che il Governo Letta lavori in questa direzione della condivisione e del confronto”.

Lunedì 1 luglio, nel corso della visita a Lecco del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio, il Presidente Nava ha sottolineato come negli ultimi due anni le Province siano state oggetto, oltre che di pesanti campagne abolizioniste, di numerosi interventi e tentativi legislativi, che hanno previsto ingenti tagli di bilancio (ben 10 milioni su un bilancio di 60 milioni di euro dal 2008 a oggi). Questi tagli hanno di fatto azzerato la spesa di parte corrente, portando l’Ente a una situazione di stallo perfino sugli interventi di sistemazione delle strade provinciali a tutela della sicurezza dei cittadini. A titolo esemplificativo il Presidente ha rappresentato un problema ben noto ai lecchesi, che riguarda il ponte di Brivio e l’urgente necessità di un intervento di messa in sicurezza: a causa del rispetto del Patto di stabilità la Provincia di Lecco non potrebbe di fatto intervenire, con le conseguenti implicazioni di carattere penale a titolo personale in caso di incidente. La Giunta ha deciso compatta di approvare gli interventi di messa in sicurezza. Una situazione paradossale, ma voluta dalla normativa vigente.

Il Presidente Nava ha precisato come le Province svolgano una programmazione che valorizza le caratteristiche e le specificità territoriali, coordinandosi con tutti i Comuni e le parti sociali, per un progetto di sviluppo economico locale che sia credibile, partecipato e sostenibile anche in una dimensione globale, facendo sintesi e nello stesso tempo essendo capaci di pianificare ciò che le piccole realtà comunali non sono in grado di comprendere per la loro dimensione, con il conseguente rischio di un nuovo centralismo, statale o regionale.

Ha evidenziato inoltre la situazione illogica che sta vivendo il nostro Paese dal punto di vista Istituzionale con la presenza di enti provinciali eletti prima dell’entrata in vigore del decreto Salva Italia che continuano fino a scadenza del mandato amministrativo, enti provinciali retti da Prefetti e commissariati, enti provinciali, come quello di Udine che hanno anche rinnovato le proprie cariche elettive. In tale città situata in Friuli Venezia Giulia, regione a statuto speciale, abbiamo assistito all’elezione nell’aprile scorso del Consiglio provinciale di Udine. La Regione non ha tenuto conto della legge nazionale del Governo Monti che fino ad allora aveva commissariato Province come Como nel 2012 e Varese nel 2013, solo per citare le province lombarde.

In conclusione Il Presidente Nava ha chiesto al Ministro Delrio di farsi portavoce della necessità che il Governo definisca una volta per tutte una normativa chiara e realizzabile, con tempi certi e compiti definiti, tenendo ben presente che i tanto decantati risparmi milionari legati all’abolizione delle Province rappresentano soltanto uno slogan che in realtà nasconde tagli a servizi essenziali per i cittadini e per i Comuni.