La Provincia di Lecco continua a monitorare il territorio per rilevare ulteriori segni di presenza dell’orso bruno, mantenendo un elevato grado di attenzione. Ciò anche in relazione al progetto LIFE Arctos per la conservazione dell’orso bruno sulle Alpi Centro orientali, sottoscritto recentemente dall’Assessore Carlo Signorelli dopo la delibera di Giunta del 18 ottobre 2011.

Il progetto, promosso dalla Regione Lombardia e finanziato dall’Unione Europea, ha lo scopo di monitorare la presenza dell’orso in Lombardia e di informare la popolazione in modo di porre le basi per la conoscenza della specie e la sua convivenza con l’uomo. Vi partecipano anche le Province di Bergamo, Brescia, Sondrio e i Parchi di Stelvio, Adamello, Alto Garda, Orobie bergamasche e Orobie valtellinesi.

Come noto, nella notte fra giovedì 17 e venerdì 18 maggio si sono verificati due probabili avvistamenti di orso bruno nel nord della provincia di Lecco. Questo plantigrade negli ultimi anni sta di nuovo colonizzando il territorio regionale dopo almeno un secolo di assenza. Questa nuova popolazione ha preso origine da una reintroduzione avvenuta in Trentino alla fine degli anni 90. Nel corso delle ultime settimane si sono verificati avvistamenti anche in Valchiavenna, in Valtellina a Colorina e in Val Brembana presso Piazzatorre.

Le segnalazioni della scorsa settimana sono in assoluto le prime per la nostra provincia. Nei luoghi delle segnalazioni sono intervenuti il referente per la Provincia di Lecco del progetto LIFE Arctos Pietro Gatti e gli Agenti del Nucleo faunistico del Corpo di Polizia Provinciale coordinati dal Comandante Raffaella Forni per verificare la presenza di segni del passaggio dell’animale. A Dervio e a Ballabio sono stati trovati elementi, tra cui segni di unghie e pelo. In particolare a Ballabio, in un secondo e più approfondito sopralluogo, è stata rintracciata una quantità di pelo sufficiente per l’individuazione delle caratteristiche genetiche le cui risultanze dell’ISPRA non saranno però disponibili prima di tre settimane.

Si ribadisce che l’orso bruno rifugge la presenza dell’uomo e per questo si muove soprattutto di notte: dalla sua reintroduzione alla fine degli anni 90 l’orso non ha mai provocato problemi all’uomo. Al più può provocare qualche danno agli alveari o alle piante da frutto. In ogni caso, il personale tecnico e gli Agenti del Corpo di Polizia Provinciale hanno avuto nel tempo una specifica formazione. Il primo è stato formato all’identificazione dei segni di presenza dell’orso e nel corretto rilievo dei danni eventualmente provocati dall’animale, mentre gli Agenti, oltre alla preparazione per il rilievo dei segni di presenza, sono stati addestrati anche a intervenire per dissuadere l’orso nel caso, remoto, in cui questo dovesse provocare ripetuti danni o dovesse recare fastidi all’uomo. Nel caso di conferma della presenza dell’orso sul territorio, la Provincia organizzerà anche incontri informativi con gli agricoltori della zona.