Cultura

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Le 6 Stelle del Lario

Il progetto Le 6 Stelle del Lario  nasce con l’intenzione di creare un filo conduttore che unisca le strutture turistico – culturali più importanti e accessibili dell’Alto Lario. Le sei Stelle, simboli che testimoniano il valore e la bellezza di questi siti, sono state connesse in un percorso ideale che condurrà il turista attraverso alcune delle realtà più significative del nostro territorio.

Villa Monastero. Rappresenta uno degli esempi più interessanti di residenza in stile eclettico sulle sponde del Lago di Como ed è interamente visitabile. Deriva dalla trasformazione di un monastero cistercense sorto alla fine del sec. XII, in cui gli interventi che si sono succeduti hanno aggiunto elementi funzionali e decorativi, senza distruggere le tracce delle vicende precedenti dell’edificio. Il giardino, che si affaccia lungo la sponda orientale del lago, è opera di secolare artificio che adattò i fianchi scoscesi a un disegno di grande effetto abbellendolo con numerose essenze botaniche. E’ riconosciuta da Regione Lombardia come Casa Museo.

Castello di Vezio. Al centro del Lago di Como, sul promontorio che sovrasta Varenna, si erge, da più di mille anni, il Castello di Vezio, dove si fondono storia, arte e natura. In questo antichissimo avamposto militare potrete visitare i giardini, i sotterranei, la cinta muraria, girare fra le opere d’arte, salire sulla torre dalla quale potrete ammirare un meraviglioso panorama a 360 gradi e assistere al volo libero dei nostri rapaci nelle dimostrazioni di falconeria giornaliere.

Orrido di Bellano. L’orrido è una gola naturale, formatasi in 15 milioni di anni (dal tempo del disgelo del ghiacciaio dell’Adda) dalle acque del torrente Pioverna, che per erosione, ha scavato una gola profonda nel tratto tra Taceno, in Valsassina e Bellano. La peculiarità dell’Orrido consiste nella possibilità di percorrere un breve tratto all’interno della gola, utilizzando delle passerelle infisse nella roccia. L’acqua spumeggiante, le cascate, le rocce levigate, la vegetazione, le grotte scavate nella roccia costituiscono uno spettacolo di particolare suggestione, soprattutto nei periodi piovosi, quando il torrente è in piena. La forza delle acque, nei secoli scorsi, era sfruttata dalle industrie locali per la lavorazione dei minerali, del pellame e più recentemente dalle filande.

Abbazia San Nicolò di Piona. L’importante complesso monastico ha origini molto antiche. All’incirca nel 610 il vescovo di Como Agrippino aveva fondato a Piona un sacello dedicato a S. Giustina, di cui si conserva ancora l’abside dietro all’attuale. Ai secc. XI-XIII risale l’edicazione della chiesa cluniacense che oggi ammiriamo, dedicata a S. Maria e S. Nicola. Leggermente più tardo è il portale che reca al bellissimo chiostro del monastero (1252-1257); lungo le pareti si trova il notevole calendario dipinto e varie immagini di santi. Nel corso del sec. XV l’importanza del monastero decadde e a fine ‘700 passò a privati che lo trasformarono per uso agricolo. Acquistato dalla famiglia Rocca venne in seguito ceduto (1937) alla congregazione benedettina cistercense di Casamari, che tuttoggi detiene la proprietà e vive qui. Un importante restauro venne eseguito negli anni Sessanta e nel 1969-71 il priorato venne elevato al rango di abbazia.

Forte di Fuentes. Voluto nel 1603 da Pedro Enriquez de Acevedo, conte di Fuentes e governatore dello Stato di Milano, fu crocevia di innumerevoli passaggi di truppe: spagnole, francesi e imperiali. Il Forte fu costruito come baluardo di confine tra lo Stato di Milano e i Grigioni. La sua posizione strategica venne nuovamente utilizzata dall’esercito italiano che vi costruì, durante la Prima Guerra Mondiale, postazioni di artiglieria ancora oggi esistenti. Il Forte di Fuentes fu militarmente attivo no al 1782 e parzialmente demolito dai francesi nel 1796.

Forte Montecchio Nord. Situato a Colico, è la grande fortezza della Prima Guerra Mondiale meglio conservata in Europa. Il Forte conserva intatti non solo i quattro imponenti cannoni da 149/35 francesi in postazione girevole sotto cupola corazzata, ma anche l’impianto elettrico e tutti i serramenti e le blindature originali, oltre ai complessi sistemi di ventilazione e di approvvigionamento idrico. I quattro pezzi d’artiglieria, capaci di una gittata di circa14 chilometri, avevano lo scopo di controllare la bassa Valtellina,la bassa Val Chiavenna e la porzione settentrionale del Lago di Como. Grazie alla mirabile collocazione del Forte, proprio dalla copertura della batteria corazzata, si può godere uno splendido panorama sull’Alto Lario, fino al Lago di Mezzola, alla riserva naturale del Pian di Spagna, alla foce dell’Adda, al Monte Legnone.



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