Caccia e Pesca

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Orso bruno

La Provincia aderisce al progetto LIFE ARCTOS

L’Orso bruno (Ursus arctos) è una specie rigorosamente protetta dalla UE e, nell’ambito delle iniziative per la sua tutela , la Provincia di Lecco partecipa al progetto Life ARCTOS per la sua conservazione sulle Alpi Centro orientali. Il progetto ha lo scopo di monitorare la presenza dell’orso in Lombardia e di informare la popolazione con particolare riguardo agli agricoltori e agli allevatori, in modo da porre le basi per la conoscenza della specie e la sua convivenza con l’uomo. Vi partecipano anche le Province di Bergamo, Brescia, Sondrio e i Parchi di Stelvio, Adamello, Alto Garda Bresciano, Orobie bergamasche e Orobie valtellinesi.

Progetto Life Arctos: www.life-arctos.it/home.html

 
Il 29 marzo 2013, all’alba, sono state rintracciate nel comune di Premana orme inequivocabili di orso bruno. Alcune segnalazioni erano giunte alla Guardia Forestale di Margno da parte di valligiani della zona di Mosnico e Luera.

 LA SPECIE E IL PROGETTO DI MONITORAGGIO

L’Orso bruno (Ursus arctos) è una specie di interesse comunitario inserita nella Convenzione di Berna, ratificata dall’Italia con la Legge 503/81, quale specie di fauna rigorosamente protetta. Il quadro normativo comunitario, europeo e nazionale impone dunque allo Stato Italiano la responsabilità di assicurare uno stato di conservazione soddisfacente alle popolazioni di orso bruno presenti sul territorio nazionale e ai loro habitat, e impegna le Regioni a mettere in atto le azioni di tutela, gestione e monitoraggio delle stesse. La Provincia di Lecco partecipa al progetto Life ARCTOS per la conservazione sulle Alpi Centro orientali dell’orso bruno, una specie a rischio di estinzione, che sembra scongiurata dopo le immissioni della fine degli anni ‘90. Il progetto, promosso dalla Regione Lombardia e finanziato dalla Unione Europea, ha lo scopo di monitorare la presenza dell’orso in Lombardia e di informare la popolazione con particolare riguardo agli agricoltori e agli allevatori, in modo da porre le basi per la conoscenza della specie e la sua convivenza con l’uomo. Vi partecipano anche le Province di Bergamo, Brescia, Sondrio e i Parchi di Stelvio, Adamello, Alto Garda Bresciano, Orobie bergamasche e Orobie valtellinesi. La Provincia di Lecco organizzerà a breve incontri informativi con allevatori, agricoltori e popolazione; sarà inoltre intensificata l’attività di monitoraggio e di sorveglianza.

NESSUN SERIO PERICOLO PER L’UOMO

In Italia negli ultimi 150 anni non sono state documentate aggressioni dell’orso bruno nei confronti dell’uomo. Quando l’orso incontra l’uomo si comporta in modo schivo e timoroso. Quindi se si avvista un orso si può godere tranquillamente di questa rara opportunità senza pericoli, anche se è opportuno non avvicinarsi. Nelle Alpi orientali, dove l’orso è più comune (se ne stimano 35/40 capi) sono state segnalate alcune aggressioni ad animali quali capre, pecore, asini, maiali, bovini e galline, ma mai all’uomo. In Italia l’orso bruno, che ha una vita media di 20 anni, frequenta fasce altimetriche comprese tra i 300 e i 1500 metri di quota e, a causa del territorio molto antropizzato, preferisce i boschi fitti uscendo raramente allo scoperto.

LE REGOLE DI PRUDENZA

Benché la specie non sia pericolosa per l’uomo, se ci si dovesse trovare a pochi metri di distanza da un orso, è importante mantenere la calma e far notare la propria presenza parlando a voce alta; così l’orso si allontanerà. Se si dovesse alzare in piedi, ciò non significa che stia per attaccare, ma, come altri animali selvatici (lepre, marmotta), anche l’orso assume questa posizione solo per meglio osservare il territorio e identificare “l’intruso”. È comunque opportuno allontanarsi lentamente, senza correre, lasciando sempre una via di fuga all’orso. Maggiore cautela nel caso ci si imbatta in un piccolo di orso in quanto quasi sempre c’è la madre nelle vicinanze, mentre è assolutamente da evitare l’interposizione tra l’orso affamato e la sua preda.



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