Lecco, 8 febbraio 2019 – In località Tremenico di Valvarrone, nello scenario incontaminato e punteggiato dagli antichi nuclei rurali e dominato dalle vette innevate, si è ripetuta martedì 5 febbraio, come da secoli, la storica processione di Sant’Agata.

Il progetto La voce della terra: canti e riti della tradizione (VoCaTe), approvato nell’ambito dell’asse II Valorizzazione del Patrimonio naturale e culturale, del Programma Interreg V-A Italia Svizzera, di cui è capofila la Provincia di Lecco, prende in considerazione le ritualità viventi, come le processioni, i carnevali, i riti agricoli, le feste liturgiche dell’area di cooperazione, per valorizzarle e consolidare le radici culturali dei territori di frontiera.

Per questo motivo, vengono promosse attività per salvaguardare le tradizioni corali e musicali, le pratiche e i riti. La salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, in quanto patrimonio “vivente”, comporta di garantirne la vitalità e assicurarne la trasmissione, anche attraverso misure di identificazione, ricerca e documentazione, preservazione, protezione, promozione e valorizzazione.

La prima ritualità presa in considerazione è stata proprio la processione di Sant’Agata. Martedì 5 febbraio un operatore era presente a Tremenico per documentare la ritualità attraverso interviste e filmati, con il supporto dell’associazione Res Musica di Lecco che ha il compito di effettuare la ricognizione della ritualità sacra e profana nel territorio interessato dal progetto, realizzare il calendario annuale e rituale, nonché supervisionare a livello scientifico le azioni del progetto.

Al termine di questa importante azione, verrà costituita una mappa delle ritualità in formato cartaceo e digitale ricca di foto, video, suoni e interviste che offrirà una panoramica esemplare della sorprendente ricchezza dei riti sacri e profani del territorio. La Fondazione Luigi Clerici, partner del progetto, utilizzerà il materiale prodotto per realizzare alcuni laboratori con le scuole del territorio per sensibilizzare gli studenti sui temi legati alle tradizioni rituali e musicali con l’ausilio delle nuove tecnologie digitali e con la finalità di trasmettere l’eredità culturale di generazione in generazione e preservarne così la vitalità nel tempo.

La processione di Sant’Agata a Tremenico è un esempio delle potenzialità rappresentate da questo patrimonio. Gli stendardi delle confraternite, i ceri, le grandi croci dorate ondeggiano mentre il corteo si snoda lentamente per le vie del paese fino alla chiesa, vero e proprio balcone naturale sulla valle; le donne nel costume tradizionale si alternano a portare la statua della santa; il canto dell’inno di Sant’Agata si alterna alla musica della banda e al suono delle campane. Rituali antichi che esercitano una suggestione profonda anche sull’uomo d’oggi e possono costituire un importante fattore di attrazione in chiave turistico-culturale.

La prossima tappa dell’itinerario di documentazione sarà nuovamente in Valvarrone per il Carnevale di Sueglio, uno dei più importanti quanto meno conosciuti carnevali lombardi, in programma il prossimo sabato 9 marzo.

Confratelli di Catania venuti per la festa - foto di Luigi Albarelli - Tremenico, 5 febbraio 2019 Coristi - foto di Luca Brambilla - Tremenico, 5 febbraio 2019 Donne con l'abito tradizionale - foto di Luigi Albarelli - Tremenico, 5 febbraio 2019 Donne con l'abito tradizionale durante la Messa Solenne - foto di Luca Brambilla - Tremenico, 5 febbraio 2019 Donne, come da tradizione, trasportano la Santa Patrona Agata - foto di Luca Brambilla - 5 febbraio 2019 In attesa di iniziare la Processione - foto di Luigi Albarelli - Tremenico, 5 febbraio 2019 La processione - foto di Luca Brambilla - Tremenico, 5 febbraio 2019 La Processione. - foto di Luca Brambilla - Tremenico, 5 febbraio 2019 La statua di Sant'Agata - foto di Luigi Albarelli - Tremenico, 5 febbraio 2019 (2) Messa Solenne - foto di Luca Brambilla - Tremenico, 5 febbraio 2019



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