Lecco, 26 ottobre 2018 – Il decreto ministeriale del 26 maggio 2016, recepito in Lombardia con la delibera della giunta regionale 6511 del 21 aprile 2017, ha introdotto una nuova modalità di calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani per uniformare il metodo di calcolo sull’intero territorio nazionale.

Senza entrare nel merito di considerazioni sui criteri generali adottati, occorre sottolineare che le indicazioni fornite si differenziano in modo significativo rispetto al metodo fin qui adottato in Lombardia (delibera della giunta regionale 2513/2011 e successive modifiche e integrazioni).

Di conseguenza, il valore assunto dall’indicatore percentuale di raccolta differenziata per il 2017 non risulta confrontabile con la serie storica precedente; infatti, ai fini del calcolo, vengono ora computate frazioni prima non considerate: ingombranti e spazzamento strade a recupero, parte dei rifiuti inerti conferiti da utenze domestiche, frazione organica avviata a compostaggio domestico.

Premesso questo, l’analisi dei dati mostra come nel 2017 sono state prodotte 159.371 t di rifiuti urbani, pari a 469,59 kg/abitante. L’aumento (apparente) della produzione dei rifiuti urbani rispetto al 2016 (+3.555 t) è in realtà dovuto ai contributi dei rifiuti inerti a recupero e del compostaggio domestico, pari a 5.912 t, in precedenza non considerati. Trascurando questi flussi, di fatto i rifiuti urbani hanno registrato una flessione dell’1,5% rispetto all’anno precedente, in linea con il trend regionale (-1,7%).

Le raccolte differenziate con una produzione di 112.024 t hanno registrato un incremento di 16.107 t rispetto al 2016 (+16,8%). Il dato risente fortemente del nuovo metodo di calcolo che prevede l’inclusione nelle raccolte differenziate di contributi precedentemente non considerati. Nel complesso quasi tutte le frazioni merceologiche oggetto di raccolta differenziata, fatta eccezione per il sacco viola e gli scarti vegetali, hanno migliorato i propri livelli di intercettazione. La percentuale di raccolta differenziata è cresciuta sensibilmente passando dal 61,6% al 70,3% (+8,7%), in linea con il dato medio regionale (69,7%).

I rifiuti indifferenziati (comprensivi di frazione residuale, ingombranti e spazzamento strade a smaltimento), con una produzione di 47.347 t hanno registrato una riduzione di 3.674 t rispetto all’anno precedente, pari al 7,2%. Questa flessione è imputabile principalmente alla mancata inclusione dello spazzamento strade a recupero, ora conteggiato nelle raccolte differenziate; la componente dovuta alla frazione residuale ha registrato una diminuzione più contenuta, pari all’1,4%.

Quanto alle performance dei singoli Comuni, nel 2017 è cambiato il vertice della classifica provinciale: al 1° posto Montevecchia, con l’83,1% di raccolta differenziata e un pro-capite di rifiuti differenziati pari a 361,9 kg/ab, seguito a breve distanza da Ello (82,9%), Cassago Brianza e Lierna (80,9%), Cremella (80,7%). Chiudono la graduatoria, con percentuali inferiori al 40% Introzzo (31,3%), Sueglio (32,1%), Tremenico (35,2%), Morterone (36,3%), Varenna (36,4%) e Vestreno (36,5%).

Quasi tutti i Comuni hanno sensibilmente migliorato la propria percentuale di raccolta differenziata; in particolare si distinguono Vercurago con il 73,9% (dal 59° al 35° posto), Perledo (dal 50° al 20° posto), Colle Brianza (dal 35° al 9° posto) e Torre de’ Busi (dal 32° all’8° posto). Lecco passa dal 57,2% al 65,4%, collocandosi al 62° posto nella graduatoria provinciale.

L’andamento della produzione dei rifiuti urbani e delle raccolte differenziate non è omogeneo nel territorio provinciale, come conferma la classifica dei Circondari per percentuale di raccolta differenziata.

Nel 2017 la palma del Circondario “riciclone” spetta al Casatese (74,3%), seguito dal Meratese (73,4%), dall’Oggionese (71,7%), dalla Valle San Martino (71,3%) e dal Lario orientale (69,6%). Poco distante il Lecchese (67,5%); chiude la graduatoria la Valsassina (57%).

“I dati relativi al 2017 – sottolinea il Consigliere provinciale delegato all’Ambiente Bruno Crippaci dicono che è necessario dare ulteriore spinta e forza alla raccolta differenziata e creare maggiore sensibilità tra i cittadini, spiegando cosa significhi l’economia circolare. Ciò che separiamo e recuperiamo non è più un rifiuto, ma, attraverso il riuso, diventa una risorsa. La raccolta mono materiale di carta e cartone darà certamente nuovo impulso. E’ necessaria una nuova campagna di sensibilizzazione anche attraverso la promozione e la diffusione delle buone pratiche sperimentate con successo da diversi enti locali”.



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