Ieri, venerdì 30 luglio 2010, l’assessore Provinciale al Lavoro, Attività Economiche, Turismo, Agricoltura, Innovazione Tecnologica e Università della Provincia di Lecco, Fabio Dadati, ha incontrato i vertici del gruppo Lucchini venuti per l’occasione dalla direzione generale di Piombino presso la sede della Provincia di Lecco in corso Matteotti. Erano presenti, il responsabile delle relazioni esterne e istituzionali, Francesco Semino, il responsabile del personale, Riccardo Grilli, ed il direttore dello stabilimento Arlenico, Berti.

“Sono stato soddisfatto dell’incontro, da cui ho raccolto elementi che rafforzano il mio impegno per la difesa dello storico stabilimento di Lecco. – ha dichiarato Fabio Dadati – I dirigenti del gruppo Lucchini lo hanno detto chiaramente: malgrado la crisi che il settore siderurgico sta affrontando, Severstal (multinazionale Russa proprietaria del 70% delle azioni di Lucchini) non ha alcuna intenzione di chiudere il laminatoio dell’Arlenico, e nel caso in cui dovesse cedere ad altri la propria partecipazione nel gruppo Lucchini proprio l’unità produttiva di Lecco rappresenterebbe il pezzo pregiato per la sua attività industriale e non certo per il valore edilizio dell’area.”
Nell’incontro è emerso con chiarezza che la specificità dell’azienda è il suo posizionamento in un’area ad altissima densità di piccole e medie industrie metalmeccaniche. Ma è anche stato ribadito che il laminatoio effettua una produzione di alta qualità che permette ai nostri produttori di filo di ferro e di altre lavorazioni similari, loro clienti, di essere competitivi sui mercati. La sua chiusura dell’Arlenico avrebbe un effetto domino su molte aziende del settore decretando la loro fine.
Detto questo, è evidente che la crisi colpisce anche il laminatoio, il trimestre in corso è negativo dopo due trimestri in cui la produzione è stata in crescita rispetto al 2009, l’auspicio è che il quarto trimestre ritorni ad un segno positivo e permetta di utilizzare al minimo la cassa integrazione. Un dato significativo è che Arlenico da giungo 2009 a giugno 2010 ha lavorato al 75% della sua capacità produttiva, unico caso in Italia nel suo settore. Quindi, il fatto positivo è che, malgrado le difficoltà, non è in discussione la vita dell’Arlenico e c’è la convinzione di mantenere in futuro l’attuale livello occupazionale.
In questo senso, l’assessore Fabio Dadati, ha dichiarato ai dirigenti di Severstal che Lecco ed il suo territorio vogliono che l’Arlenico rimanga produttivo e, malgrado gli inevitabili appetiti che possono nascere da parte di speculatori immobiliari o, peggio, di chi ha perso il senso della realtà puntando a sostituire a Lecco industria e artigianato con servizi, università, ricerca e turismo e non ad integrarli, difenderà la presenza della produzione esattamente dove è ora, e che questo concetto lo formalizzerà con una lettera ufficiale della Provincia di Lecco.
Per questo motivo, per dare un segno forte in un momento complesso, la Provincia chiama Comune di Lecco, CCIAA, sindacati, associazioni di categoria e cittadini tutti a condividere il sostegno nei confronti dell’importante azienda.
“E’ ora di confermare al fianco della Provincia di Lecco, l’impegno del Comune in difesa dell’Arlenico, impegno che fino ad oggi non era stato mai messo in discussione. – Ha affermato l’assessore Dadati – Questo vale sotto tutti i punti di vista, sia urbanistico, che di impatto sulla città, che dei servizi. Purtroppo dall’ultimo consiglio comunale il messaggio che è uscito sull’Arlenico non è stato chiaro da parte della maggioranza e di parte della minoranza e questo mi preoccupa. Dobbiamo capire che la ricchezza dei lecchesi l’ha fatta la produzione industriale e non ci sono prospettive diverse per i prossimi anni. La voglia di alcuni di immaginare altro al posto dell’Arlenico, se si realizzasse arricchirebbe pochissimi e impoverirebbe tantissimi, ben oltre i cento lavoratori oggi occupati. La trasformazione delle aree industriali di Lecco ha dimostrato proprio questo e spero che chi ama parlare spesso di difesa del popolo e dei lavoratori, questa volta sappia trasformare le parole in fatti esprimendo una posizione forte. Ricordo a tutti che Lecco e la sua Provincia oggi sono molto meno attrattivi che in passato in termini di lavoro: la disoccupazione dal 2% è passata al 6%”, il 40% dei contratti degli occupati viene stipulato fuori provincia. – Conclude Dadati – Possiamo invertire la rotta, ma stando dalla parte di chi produce e di chi lavora, con i fatti e non con le parole”.

Lecco, 31 Luglio 2010



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