Lecco, 2 novembre 2013 – Il Presidente della Provincia di Lecco Daniele Nava interviene sulla presenza a Lecco del Ministro dello Sviluppo Economico Zanonato.

Il Presidente Nava dichiara: “Desidero con poche parole spiegare il motivo per cui non sarò presente all’ennesima parata di un Ministro, in questo caso Zanonato, che sarà a Lecco lunedì 4 novembre. Come politico e amministratore, nelle vesti di Presidente della Provincia di Lecco, e, a maggior ragione, come imprenditore, vi sono molte ragioni affinché io non possa e non debba essere presente all’incontro con il Ministro. Un Ministro che ha dimostrato in questi mesi di governo di far di tutto fuorché il bene dell’impresa e dell’industria italiane, soprattutto di quella piccola e media che rappresenta l’asse portante della nostra economia e che rischia, come  apprendiamo dai fatti purtroppo quotidiani, di chiudere i battenti e di fare fallire definitivamente il nostro Paese. Un Ministro che quando si è trovato a dover gestire la situazione di una grande azienda come l’Ilva ha piegato la testa a decisioni di magistratura e di forze che hanno portato alla chiusura di fatto della più grande acciaieria d’Europa, facendo sì che concorrenti diretti europei, quali Thyssenkrupp e Mittal, o le Acciaierie Russe se ne approfittassero a discapito dell’Italia e della sua industria. Ministro che, è notizia di oggi, forte della sua esperienza di apparato di partito non pensa ad altro che a nominare come commissari straordinari uomini appartenenti al partito stesso, senza alcuna esperienza all’interno della società produttiva e dell’economia industriale del nostro Paese, come avvenuto questa mattina per l’Azienda Franco Tosi. Tutto questo è veramente l’espressione dell’ormai quasi fallimento della politica economica italiana. Che il Ministro Zanonato venga a Lecco, provincia in Italia con maggior numero di attività manifatturiere rispetto alla dimensione e al numero di abitanti, suona come uno schiaffo. Prima di venire in una capitale del lavoro come Lecco il Signor Ministro dovrebbe fare qualcosa a favore del lavoro. Finora ha infatti contribuito ad acuirne i disastri.

Come imprenditore mi sento di indicare al Ministro  i motivi di cappio al collo e di rischio di chiusura delle aziende: l’ingessatura del mercato del lavoro che comporta l’impossibilità di assumere nuovo personale, le tasse che uccidono anche le aziende che riescono a non essere in perdita e gli adempimenti previsti dalle normative che sono imparagonabili a quelli della concorrenza europea, per non parlare della concorrenza a livello mondiale, come quella dei Paesi dell’Est. Questo Ministro finora ha sostanzialmente fatto il contrario di ciò che andrebbe fatto per risollevare le sorti dell’economia italiana e personalmente mi sono stancato, anche da uomo delle Istituzioni, di prendere parte a incontri con persone che, a prescindere dall’appartenenza politica, vengono a spiegare come risolvere i problemi legati al lavoro e all’impresa, con cui tutti i giorni ci troviamo a dover fare i conti e che ci attanagliano, ma che non hanno la giusta percezione in quanto non direttamente colpiti dai problemi stessi e che, quando messi di fronte a grosse responsabilità, dimostrano una volta in più di lavorare per la distruzione del nostro tessuto economico anziché per la ripresa.

Sono consapevole cha al Ministro Zanonato non interesserà la mia assenza, né come Presidente di Provincia (visto che le vuole abolire), né come imprenditore (viste le politiche industriali che adotta), ma è proprio continuando a ignorare le istanze delle Amministrazioni locali più vicine ai problemi dei cittadini e alla richieste di chi ogni giorno è nella trincea del lavoro vero e non discusso nei convegni, che si porta la nazione al fallimento.”



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