Un cordiale benvenuto ai numerosi presenti a questo cinquantanovesimo convegno di Studi Amministrativi, appuntamento che si conferma ancora una volta di grande interesse per il mondo accademico, delle istituzioni e delle libere professioni.

Villa Monastero, patrimonio della Provincia di Lecco, quest’anno vi accoglie con una importante novità che riguarda l’internalizzazione delle attività di gestione e che ci rende ancor più orgogliosi per i brillanti risultati raggiunti, in termini di affluenza di visitatori, di consistenti interventi strutturali, che hanno interessato l’intero compendio, e di arricchimento del programma culturale.

Sono particolarmente onorato della presenza di due Ministri della Repubblica: Gaetano Quagliariello, Ministro delle Riforme Costituzionali, e Giampiero D’Alia Ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione, atteso sabato mattina. Era previsto anche l’intervento del Ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, che però, per sopraggiunti urgenti impegni istituzionali, non potrà intervenire. Ringrazio la Corte dei Conti, come da consuetudine partner della nostra Provincia con il contributo nella direzione scientifica. In particolare, ringrazio il Presidente Raffaele Squitieri. Siamo altresì onorati della presenza del Presidente della Corte dei conti europea Vitor Manuel Da Silva Caldeira che presiederà la sessione di domani.

Il programma di quest’anno è particolarmente ricco di interventi di illustri relatori, a conferma del prestigio del “Convegno di Studi Amministrativi” e della grande e attuale importanza dei temi trattati.

Entrando nel merito del programma, credo che la scelta della tematica affrontata possa, anzitutto, contribuire all’analisi del buon andamento della Pubblica Amministrazione, minacciato dal pericolo, e dalla semplicistica tentazione, di risolvere la complessa e delicata tematica attraverso l’enunciazione di vaghi principi. Il buon andamento della Pubblica Amministrazione non può restare un principio a cui richiamarsi in modo autoreferenziale: deve, semmai, trovare concreta, oggettiva ed efficace declinazione, individuando gli strumenti sanzionatori, di controllo e di prevenzione delle prassi che ostacolano il corretto esercizio dei pubblici poteri e favorendo un necessario cambiamento culturale dei pubblici uffici e della collettività nella gestione della res publica.

Le istituzioni pubbliche, nell’esercizio del proprio governo, sono chiamate a perseguire con la massima trasparenza ed efficacia gli interessi della collettività, la cui tutela è loro affidata dall’ordinamento. Il radicamento di prassi, che si risolvono nel non corretto esercizio dei poteri pubblici, costituisce elemento ostativo al perseguimento dell’interesse pubblico. L’enunciazione di vaghi principi non può essere lo strumento idoneo a contrastare efficacemente tali prassi. Anzi, proprio la superficialità con cui gli stessi vengono richiamati, lascia irrisolto il problema, dando l’illusione di affrontarlo, ma in realtà lasciandolo privo di soluzione, acuendone la gravità.

L’individuazione dei più idonei strumenti sanzionatori, di controllo e di prevenzione tuttavia non esaurisce la soluzione del problema. Le istituzioni sono in continua evoluzione e si attuano nella coscienza e nella volontà degli individui che le rappresentano. Può succedere tuttavia che le istituzioni, per quanto siano guidate dalle norme, sfuggano alla ratio del legislatore, soprattutto laddove si profilano margini di discrezionalità. È lì che, allora, devono subentrare il cambiamento culturale cui accennavo prima e il senso di responsabilità del singolo individuo; lì, allora, ogni riforma tecnico-giuridica, anche la più opportuna ed efficiente, necessita di essere accompagnata da una riforma culturale e politica, che restituisca a questo Paese e ai propri cittadini, il rispetto che merita, e che, necessariamente, non può che passare attraverso la riaffermazione del perseguimento del pubblico interesse.

Tanto più che, laddove la pubblica amministrazione si ispira e implementa i principi di buon andamento, di efficienza e di imparzialità, il beneficio è percepito dall’intera collettività, attraverso la garanzia di una reale concorrenza e di una parità di trattamento dei cittadini e delle imprese nell’accesso ai servizi pubblici e nella gestione della cosa pubblica.

Sono orgoglioso di poter dire che l’Amministrazione che ho l’onore di guidare, già dal 2010, con il Patto di integrità sottoscritto con i partecipanti alle gare per conformare i comportamenti ai principi di lealtà, trasparenza e correttezza, è attiva per rendere operative tutte le indicazioni fornite dalle norme in materia di trasparenza, controlli  e corruzione, anche con l’utilizzo di nuove tecnologie, che ci permettono di dialogare con i cittadini con più partecipazione. Ciò si è realizzato nonostante la nota vicenda normativa sul riordino/abolizione delle Province – sulla quale ogni commento sarebbe a questo punto superfluo – che avrebbe potuto condizionare negativamente tutte le attività e le competenze in capo alla Provincia.

Concludo con l’auspicio che gli ospiti presenti in questi giorni possano sviluppare un dibattito costruttivo, avendo come sfondo la bellissima ed affascinante cornice di Villa Monastero e dei panorami che offre. Invito in particolare i presenti ad apprezzare le bellezze di questo luogo, visitando il nuovo giardino botanico, arricchito di oltre mille nuovi esemplari e di varie decorazioni architettoniche.

Buon lavoro e buona permanenza nella nostra bellissima Villa Monastero!

Il Presidente
Daniele Nava



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