Parchi locali di interesse sovracomunale
L’art. 34 della legge regionale 30 novembre 1983, n. 86 sulle aree protette ha introdotto, la figura dei Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (P.L.I.S.). Essi rivestono una importanza strategica nella politica di tutela e riqualificazione del territorio; infatti si inquadrano come elementi di connessione e integrazione tra il sistema del verde urbano e quello delle aree protette di interesse regionale e permettono la tutela di vaste aree a vocazione agricola, il recupero di aree degradate urbane, la conservazione della biodiversità, la creazione di corridoi ecologici e la valorizzazione del paesaggio tradizionale. Nella fascia montana del territorio regionale l’istituzione dei P.L.I.S. costituisce inoltre un’occasione per conservare e valorizzare aree di riconosciuto valore ambientale e naturalistico.
L’istituzione del P.L.I.S. è diretta espressione della volontà locale, che si concretizza nella definizione degli obiettivi di tutela, valorizzazione e riequilibrio territoriale, nonché nella perimetrazione dell’area destinata a parco all’interno dello strumento di pianificazione urbanistica dei Comuni interessati e nella definizione della forma di gestione.
Alla comunità locale è quindi attribuita l’iniziativa e la conseguente decisione di istituire, mantenere e gestire il parco.
Spetta poi alla Provincia, a partire dal 1 gennaio 2001 (ai sensi dell’art. 3 comma 58, della L.R. 5 gennaio 2000, n. 1 e succ. mod. e in base al Decreto della Direzione Generale Qualità dell’Ambiente n. 031148 del 12 novembre 2001), su richiesta degli enti interessati, e previa valutazione dei valori ambientali e paesaggistici, riconoscere al parco, istituito dagli stessi enti locali competenti, il carattere di Parco Locale di Interesse Sovracomunale.
Il riconoscimento è il presupposto per l’adozione del provvedimento che fissa le modalità di pianificazione e di gestione e quindi per l’ammissibilità all’assegnazione dei contributi.
Procedure per il riconoscimento, e la gestione
Intesa tra i Comuni e verifica tecnica
Gli enti interessati all’istituzione e al riconoscimento di un P.L.I.S. si coordinano tra di loro per definire il perimetro del parco e una normativa comune di salvaguardia. Al fine di una verifica tecnica preliminare potranno prendere contatto col competente ufficio provinciale, per l’accertamento della sussistenza dell’interesse sovracomunale.
Istituzione
Il parco è istituito su iniziativa degli enti locali, che ne definiscono il perimetro tramite apposita variante allo strumento urbanistico e ne scelgono la forma di gestione.
Richiesta di riconoscimento
Gli enti che hanno provveduto a istituire un parco ne chiedono il riconoscimento alla Provincia o alle Province interessate. La domanda deve essere indirizzata al competente ufficio della Provincia, allegando la seguente documentazione:
- planimetria in scala 1:10.000, realizzata sulla carta tecnica regionale e raffigurante l’intero perimetro del parco;
- stralcio dello strumento urbanistico vigente;
- relazione descrittiva, corredata da una o più planimetrie in scala adeguata, che evidenzi le caratteristiche e le emergenze naturalistiche, paesaggistiche e/o storico-culturali dell’area del parco e dimostri l’interesse sovracomunale mediante l’illustrazione di elementi fondamentali quali la rilevanza strategica al fine di una ricucitura della frammentazione del territorio, la presenza di particolari emergenze, la creazione di corridoi ecologici di connessione del sistema delle aree protette ecc.; nonché una proposta di massima degli interventi da realizzare nel parco;
- copia dello statuto del consorzio o della convenzione o dell’atto di accordo comunque denominato costitutivo della forma di gestione.
Riconoscimento
Verificata la sussistenza dei requisiti previsti, la Provincia, o le Province interessate, con proprio provvedimento riconoscono come P.L.I.S. il parco istituito dagli enti locali.
Modalità di pianificazione e di gestione
La Provincia determina, con proprio provvedimento, le modalità di pianificazione e di gestione del P.L.I.S., tenendo conto anche della relazione descrittiva.
La pianificazione ambientale del P.L.I.S. avviene tramite il Programma Pluriennale degli interventi redatto dal soggetto gestore.
Contributi
Con il provvedimento di cui al punto precedente il P.L.I.S. viene ammesso al piano annuale di riparto dei contributi per la gestione del parco, la realizzazione degli interventi e l’acquisizione delle aree.
P.L.I.S. istituiti nella Provincia di Lecco
P.L.I.S. DEL VALENTINO
Istituzione: Deliberazione di Giunta regionale 17 luglio 1984, n. 41162.
Ente gestore: Comunità Montana Lario Orientale.
Superficie: 109 ettari.
Caratteristiche: Il Parco si sviluppa nell’ambiente collinare del Comune di Abbadia Lariana. A differenza di quanto accaduto nel vicino Parco di San Tomaso, le aree hanno subito una minore influenza antropica, a parte gli ultimi anni. Sopra i 1.000 metri d’altitudine i boschi sono dominati dal faggio; al di sotto dal carpino nero, dall’orniello e dal maggiociondolo. Oltre a volpe, scoiattolo, lepre, donnola e faina, assai diffusi, nel Parco è presente anche il capriolo.
Sede del Parco: c/o Comunità Montana Lario Orientale, Via Vasena 4 – 23856 Sala al Barro – Galbiate (LC) – tel. 0341 240727, fax 0341 240734.
P.L.I.S. SAN PIETRO AL MONTE – SAN TOMASO
Riconoscimento: Deliberazione di Consiglio Provinciale 25 Giugno 2003, n. 49
Ente gestore: Comunità Montana Lario Orientale
Superficie: 1.132,1 ettari
Caratteristiche: Il territorio del Parco Locale di Interesse Sovracomunale di San Pietro al Monte – San Tomaso, ricade completamente entro i confini della Provincia di Lecco. L’area posta alle pendici del Monte Cornizzolo e del Monte Rai e dei Corni di Canzo, costituisce parte dei rilievi del fondale pedemontano a settentrione dell’ambito collinare lombardo con forti valenze geologiche e geomorfologiche. Dal punto di vista artistico e religioso, il Parco è caratterizzato dalla presenza dell’Abbazia Benedettina di origine romanica di San Pietro al Monte e dell’annesso oratorio di San Benedetto con il ciclo di affreschi risalenti all’XI secolo perfettamente conservati, dal Santuario di San Martino e dalla Chiesa di San Tomaso. La presenza del nucleo di San Tomaso, in cui è presente il museo della civiltà contadina, sottolinea inoltre il valore storico dell’area. L’area pianeggiante è occupata da coltivazioni, mentre i versanti sono ricoperti da bosco ceduo composto da roverella, carpino nero, orniello e sorbo montano. Sono presenti anche residui di vecchi castagneti e alcuni impianti artificiali di conifere. Alcuni rustici in pietra e una piccola chiesa conferiscono all’ambiente un alto valore paesaggistico.
L’istituzione del nuovo P.L.I.S. comporta un ampliamento della superficie a Parco da 59 ettari del P.L.I.S. San Tomaso a 1.132,1 ettari che si sviluppano sui territori collinari dei Comuni di Valmadrera, Civate e Suello, alle pendici del Monte Cornizzolo, da una quota di 300 metri fino a 1300 metri d’altitudine.
Sede del Parco: c/o Comunità Montana Lario Orientale, Via Vasena 4 – 23856 Sala al Barro – Galbiate (LC) – tel. 0341 240727, fax 0341 240734.
P.L.I.S. AGRICOLO LA VALLETTA
Riconoscimento: Deliberazione di Consiglio Provinciale 15 Settembre 2003, n. 77
Ente gestore: Convenzione stipulata tra i Comuni aderenti al Parco, che hanno individuato nel Comune di Cassago Brianza il Comune Capo-Convenzione.
Superficie: 508,7 ettari
Caratteristiche:L’area interessata dal Parco Locale di Interesse Sovracomunale Agricolo “La Valletta” riguarda una porzione abbastanza vasta nel territorio della Brianza, che vede coinvolti sei comuni appartenenti alla Provincia di Lecco: Barzago, Barzanò, Bulciago, Cassago Brianza, Cremella e Monticello Brianza. Il territorio del P.L.I.S. “La Valletta” si trova interposto tra due grandi aree protette quali il “Parco della Valle del Lambro”, di carattere fluviale e il “Parco naturale di Montevecchia e della Valle del Curone”, di carattere agricolo-forestale. La particolare collocazione dell’area, ha portato a valutarla come un possibile terzo “corridoio ecologico”, un ponte di connessione tra i due Parchi Regionali, i quali rappresentano i nodi funzionali di un sistema di rete ecologica a scala provinciale e regionale.
L’ampia area verde del Parco agricolo “La Valletta” è costituita da caratteri naturali, storici e culturali propri che si sono mantenuti nel tempo. Gli elementi che permettono di conoscere le qualità e i pregi del territorio della Valletta sono sia gli elementi naturali (geomorfologia, idrologia, vegetazione, zoologia) che gli elementi culturali (uso del suolo, valori scenografici –architettonici, rete sentieristica).
Sede del Parco: c/o Comune di Cassago Brianza, Via Trento e Trieste 2 – 23893 Cassago Brianza (LC) – tel. 039 921321, fax 039 9211009.
P.L.I.S. VALLE SAN MARTINO
Riconoscimento: Deliberazione di Consiglio Provinciale 29 Settembre 2004, n. 71
Ente gestore: Convenzione stipulata tra i Comuni aderenti al Parco, che hanno individuato nel Comune di Carenno il Comune Capo-Convenzione.
Superficie: circa 600 ettari
Caratteristiche: Il Parco è localizzato in una zona montuosa all’interno del sistema delle Prealpi Lombarde racchiusa tra il Monte Resegone, la Corna Camozzera e i Monti Tesoro e Albenza da un lato, e affacciata sul Lago di Garlate e sul Fiume Adda, dall’altro lato.
La presenza predominante di castagneti da frutto è arricchita dalla presenza di carpini neri, frassini, aceri, faggi e betulle. Lungo il Torrente Gallavesa e i corsi d’acqua sono presenti interessanti formazioni ripariali costituite da boschi idrofili e saliceti. caratterizzati dell’elevato numero di nicchie ecologiche che ospitano. Nel Parco risulta molto ricca la presenza di flora protetta e fauna, in particolare di avifauna migratoria.
Oltre alla presenza di patrimonio storico – culturale e dei caratteristici roccoli, nel Parco è ben sviluppata una fitta rete escursionistica, che ha costituito nel passato una fondamentale rete di comunicazione, utilizzata negli spostamenti da e per Lecco, Como, la Valle Imagna, la Valtellina e la Svizzera.
Sede del Parco: c/o Comune di Carenno, Via Roma 36 – 23802 Carenno (LC) – tel. 0341 610220, fax 0341 610165.
P.L.I.S. RIO VALLONE
Riconoscimento: Deliberazione di Consiglio Provinciale n. 74 del 30.09.2005).
Ente gestore: Consorzio Parco Rio Vallone tra i Comuni aderenti al Parco.
Superficie: 1143 ettari di cui circa 94 nel territorio comunale di Verderio Inferior.
Caratteristiche: E’ il primo parco interprovinciale riconosciuto nella Provincia di Lecco. Il Parco, collocato in prossimità del Parco Adda Nord, si sviluppa lungo il torrente Rio Vallone. L’area include l’ex area di argilla che ora costituiscono zone umide di un certo interesse, denominate Le Foppe. Il Parco ospita anche una discarica esaurita con un’estensione di circa 56 ettari sulla quale si sta realizzando un intervento di rimboschimento.
L’idea di ampliare il P.L.I.S. nel territorio comunale di Verderio Inferiore in Provincia di Lecco e in altri comuni della Provincia di Milano è nata dall’esigenza di conservare e valorizzare gli elementi naturali di flora e fauna e quelli paesaggistici tradizionali del territorio, nonché di creare un proseguimento naturale tra il Parco del Molgora e il Parco Adda Nord.
In questo contesto l’istituzione di un parco offre alla collettività la possibilità di una maggiore fruizione di ambienti naturali ad alto valore paesaggistico e ambientale, in un ottica di sviluppo sostenibile.
Sede del Parco: c/o Cascina Sofia 1, 20040 Cavenago Brianza (MI) – tel. 02 95241460, fax 02 95241455.

