Servizi Idrici

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Aree servite da pubblica fognatura

Con l’aggiornamento del Piano d’ambito approvato con deliberazione del Consiglio provinciale n. 83 del 29 dicembre 2015, l’Ufficio d’ambito ha proceduto alla contestuale revisione degli agglomerati, ovvero “le aree in cui la popolazione, ovvero le attività produttive, sono concentrate in misura tale da rendere ammissibile, sia tecnicamente che economicamente in rapporto ai benefici ambientali conseguibili, la raccolta e il convogliamento delle acque reflue urbane verso un sistema di trattamento o verso un punto di recapito finale”. L’esistenza di un agglomerato è indipendente dalla presenza di un sistema di raccolta. Il concetto di agglomerato quindi comprende anche quelle aree che sono sufficientemente concentrate, ma in cui un sistema di raccolta non è ancora in essere.

Un agglomerato può essere servito/non servito come indicato nel seguente schema:

Impianto di trattamento centralizzato Sistema di trattamento locale Nessun trattamento
Convogliato con rete fognaria Situazione normale di un agglomerato Terminale fognario non trattato

Convogliato tramite sistema Trasportato su gomma Rete diversa dalla rete fognaria convenzionale

Si precisa che le tavole degli agglomerati (allegate al Cap. 3 del Piano), con l’individuazione delle zone ancora da servire da fognatura e depurazione,  sono pubblicate sul sito ftp://ftp.provincia.lecco.it/, cui si accede inserendo le seguenti credenziali:

utente: ato136

password: 46GerR8

L’elenco dei Comuni di ogni agglomerato è scaricabile al presente link.

L’A.ATO è competente ad individuare ed aggiornare gli agglomerati, le relative zone servite e quelle sprovviste di rete fognaria (cfr. art. 48 l.r. 26/2003 ed art. 4 R.R. 3/06). L’A.ATO è, quindi, subentrata ai Comuni, in precedenza competenti all’approvazione delle zone dichiarate servite da pubblica fognatura.


EMISSIONE ORDINANZE DI ALLACCIAMENTO DEGLI SCARICHI DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE ED ASSIMILATE IN ZONE SERVITE DA PUBBLICA FOGNATURA.

L’A.ATO è competente ad emanare atti ordinativi (ordinanze, diffide) nei confronti degli utenti, affinché questi rispettino l’obbligo di allacciamento alla pubblica fognatura nelle zone dichiarate servite, obbligo disposto dall’articolo 7 comma 1 del R.R. 3/06.

La competenza dell’A.ATO di Lecco all’adozione delle ordinanze e delle diffide in parola risulta specificata anche dall’articolo 40 c. 4 del vigente Regolamento per i servizi di fognatura, collettamento e depurazione delle acque reflue urbane.

Per quanto concerne le ordinanze di allacciamento, l’obbligo di allacciamento verrà, in primo luogo, imposto nella prima deliberazione di approvazione da parte dell’A.ATO di Lecco delle zone servite da fognatura interne agli agglomerati. L’obbligo verrà, inoltre, imposto in occasione di tutte le delibere di aggiornamento di tali zone, che contemplino l’espansione delle zone servite.

Nelle delibere di cui sopra, l’A.ATO fisserà anche il termine massimo per l’esecuzione dell’allacciamento da parte delle utenze titolari di scarichi di acque reflue domestiche e/o assimilate alla pubblica fognatura. Si rammenta che, ai sensi dell’articolo 7 c. 4 del R.R. 3/06, tale termine non potrà essere superiore ai due anni dall’esecutività della delibera.

Il controllo del rispetto dell’obbligo di allacciamento verrà demandato al Gestore, fatta salva la possibilità per tutti gli enti di controllo (es. ARPA) di contestare il mancato rispetto dell’obbligo imposto in delibera.

In caso di mancato rispetto dell’obbligo di allacciamento, o in caso di opere difformi a quelle prescritte, l’A.ATO adotterà apposita diffida.

È fatta salvo, comunque, il potere di ordinanza dei Sindaci nei casi contemplati dalla legge.

 


DICHIARAZIONE DI ZONA SERVITA/NON SERVITA DA PUBBLICA FOGNATURA:

Ai fini del rilascio dell’autorizzazione allo scarico dei reflui domestici sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo, è necessaria una dichiarazione attestante che l’insediamento non è incluso in una zona servita da pubblica fognatura.



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