Bilancio di fine mandato

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Ambiente – Risanamento lago di Annone

La tutela dei corpi idrici ha sempre costituito per la Provincia di Lecco un obiettivo prioritario perseguito attraverso la promozione di interventi e iniziative specifiche, tra cui la gestione dell’impianto di prelievo ipolimnico nel lago di Annone est.

Nel corso del ventennio 1970-1990 il lago di Annone ha subito un progressivo deterioramento della qualità delle acque: l’elevato grado di trofia raggiunto dal lago (in particolare il lago di Annone est aveva raggiunto un livello di ipertrofia) ha causato in più riprese negli anni ’80 massive morie ittiche nel bacino est, che hanno reso evidente la situazione di particolare gravità in cui versava il lago. L’elevata concentrazione di nutrienti (in particolare fosforo) presente nelle acque determinava frequenti fenomeni di fioritura algale con conseguenti carenze di ossigeno a livello dell’ipolimnio (strato più profondo del lago in cui si concentrano i carichi di fosforo).

Il progetto di risanamento è stato sviluppato anche grazie all’interessamento e all’impegno dei Comuni rivieraschi del lago di Annone (Annone Brianza, Civate, Galbiate, Oggiono e Suello) e di Regione Lombardia.

La Provincia di Lecco gestisce dal 2008 questo impianto per conto di Regione Lombardia, ente proprietario. La gestione è stata resa possibile in tutti questi anni grazie all’impiego di fondi propri provinciali e risorse regionali: in data 10/05/2017 è stato sottoscritto un accordo triennale in base al quale, fino al 2019, è garantita la compartecipazione finanziaria di Regione.

In sintesi si effettua un’attività di pompaggio delle acque di fondo del lago che presentano un elevato carico di inquinanti; le stesse vengono trattate in una vasca, realizzata in adiacenza alla stazione di pompaggio, nella quale viene insufflato l’ossigeno in modo da renderle idonee all’immissione nel rio Torto. Oltre a tale attività viene svolto un monitoraggio continuo al fine di verificare lo stato di qualità del bacino lacustre e il suo miglioramento.

I risultati di questa attività (anni 2008-2018) sono evidenti: oltre a non verificarsi più le morie ittiche degli anni ’80 le concentrazioni di ossigeno disciolto nel lago sono aumentate, l’azoto ammoniacale (tossico per la fauna ittica) ha subito una chiara tendenza alla diminuzione come le concentrazioni di fosforo, migliorando così il livello trofico del lago. A titolo esemplificativo nel 2017 sono stati rimossi 285 kg di fosforo e 1.028 kg di azoto ammoniacale.

Un elemento positivo è rappresentato inoltre dallo sviluppo, a partire dal 2016, di solfobatteri fotosintetici (Thiopedia rosea): rappresenta un importante segnale positivo in quanto indice di elevata trasparenza contribuendo anche a ridurre il debito di ossigeno delle acque.



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