Bilancio di fine mandato

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Ambiente – Piano di Bilancio idrico

La Provincia di Lecco è competente al rilascio delle concessioni demaniali di piccola derivazione per l’utilizzo delle acque pubbliche. La gestione della risorsa idrica è un’attività estremamente complessa che richiede la necessità di contemperare le legittime esigenze di sfruttamento della risorsa (per uso potabile, irriguo, industriale, per produzione di energia) con la necessità di salvaguardia dell’ambiente e della risorsa medesima.

Questa attività risulta ulteriormente delicata in un territorio come quello della Provincia di Lecco con estensione limitata nel quale è presente una ricchezza di corsi d’acqua con una significativa varietà di ambienti fluviali a livello morfologico ed ecologico che richiedono attenzione e tutela.

Per attuare una corretta gestione della risorsa, nel pieno rispetto delle norme ambientali e degli obiettivi di pianificazione vigenti, la Provincia di Lecco ha ritenuto opportuno predisporre uno studio di bilancio della risorsa idrica a scala locale in grado di fornire una conoscenza approfondita delle attuali disponibilità della risorsa e del livello di sfruttamento della stessa.

In quest’ottica, nel corso del 2015 e 2016 la Provincia ha provveduto alla redazione del Piano di Bilancio idrico della Provincia di Lecco relativo della porzione nord del territorio (Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino, Valle San Martino, sponda orientale del Lago di Como e dei Comuni di Colico e Lecco).

Il territorio oggetto di indagine è stato circoscritto alla porzione della provincia nella quale sono presenti i corsi d’acqua maggiormente interessati da derivazioni per numerosità e importanza. Si è pertanto deciso di estendere lo studio del Piano di Bilancio Idrico ai bacini idrografici dei corsi d’acqua afferenti i territori della Valvarrone, Valsassina, Val d’Esino, Valle San Martino, della sponda orientale del lago di Como e dei Comuni di Colico e Lecco.

L’indagine, che ha riguardato una superficie complessiva di 508,6 kmq per 856 km di corsi d’acqua ha previsto, per ciascuno dei 533 tratti di corso d’acqua superficiale indagati, una stima del grado di sfruttamento della risorsa disponibile, prendendo in considerazioni le varie utilizzazioni presenti e concesse sul territorio. Nello studio è stata condotta anche un’analisi degli utilizzi della risorsa idrica sotterranea e dell’interscambio tra questa componente e la componente superficiale.

Oltre all’analisi quantitativa è stata effettuata anche una valutazione relativa all’incidenza dei prelievi e degli scarichi sullo stato qualitativo dei corsi d’acqua superficiali in esame al fine di definire, mediante l’utilizzo di opportuni indici, il grado di rischio di mancato raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale previsti dalla vigente Pianificazione di settore.

Per quanto riguarda la risorsa idrica sotterranea non sono state evidenziate, allo stato attuale, particolari criticità dal punto di vista quantitativo, avendo rilevato sui bacini oggetto di indagine un grado di sfruttamento delle acque sotterranee piuttosto contenuto, peraltro legato principalmente all’utilizzo potabile.

Lo stato di sfruttamento rilevato per i corsi d’acqua superficiali è invece piuttosto esteso e legato soprattutto all’uso idroelettrico che risulta assolutamente preponderante rispetto alla totalità degli altri usi in particolare per i bacini del Varrone e Pioverna, e dei bacini secondari afferenti, nonché dei torrenti Gallavesa e Zerbo.

Sulla base delle analisi condotte sono state quindi individuate e proposte idonee indicazioni normative con particolare attenzione alla tutela dei bacini idrografici di ridotta estensione e alle zone già oggetto di elevato sfruttamento.

Il Piano di Bilancio Idrico costituisce pertanto un importante strumento conoscitivo di indirizzo per la gestione della risorsa idrica che, mediante l’analisi  dello stato attuale delle criticità idrologiche, idromorfologiche e ambientali di tutti i tratti dei corsi d’acqua del territorio in esame, ne classifica lo stato di naturale compromissione e indica le residue compatibilità di nuove derivazioni in relazione gli obiettivi di conseguimento dei requisiti ambientali richiesti dalla legislazione vigente.

Nel corso della seduta del 2 maggio 2016 il Piano di Bilancio Idrico è stato sottoposto all’esame del Consiglio provinciale che ha preso atto dello studio predisposto: lo stesso costituirà anche specifico piano di Settore del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Contestualmente il Consiglio ha disposto la trasmissione del Piano a Regione Lombardia affinché lo stesso venga recepito nel Bilancio Idrico Regionale, attualmente in fase di predisposizione, in modo da rendere vincolanti le indicazioni normative ivi contenute.

La Provincia avrà quindi a disposizione uno strumento completo ed efficace per una corretta gestione della risorsa idrica nel rispetto degli obiettivi di tutela ambientale previsti dalle vigenti normative nazionali e comunitarie e nell’ottica di una salvaguardia delle risorsa che garantisca la piena fruibilità della stessa anche alle generazioni future.



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