Criteri per il Rischio Sismico degli Edifici


TERRITORIO
Due criteri per il rischio sismico


Dal 1° marzo sono in vigore i nuovi criteri di classificazione del rischio sismico degli edifici.

Il Decreto n. 58 del 28 febbraio 2017 è entrato in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul sito del Ministero delle Infrastrutture (il 1° marzo); qui è pubblicato il testo coordinato del Decreto n.58 come modificato dal Decreto Ministeriale n. 65 del 7 marzo 2017.

Esso contiene le linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni in attuazione dell’articolo 1, comma 2, lett. c) della Legge n. 232/2016.

Il decreto individua otto classi di rischio sismico, dalla A+ alla G, la più bassa. Per determinare il livello di un edificio si possono seguire due criteri alternativi. Il convenzionale può essere usato su qualsiasi edificio e applica i normali criteri delle norme tecniche di costruzione; consente di valutare la classe di rischio sia nello stato di fatto sia nello stato conseguente all’eventuale intervento.

Il metodo semplificato è applicabile solo agli edifici in muratura e si fonda su una classificazione macro-sismica dell’edificio. Può essere usato sia per una diagnosi preliminare indicativa che per attribuire la classe in relazione all’adozione di interventi di tipo locale.

Per mitigare il rischio sismico i professionisti devono progettare interventi sia sugli elementi strutturali che su quelli non strutturali. Se si segue il metodo convenzionale, non è previsto alcun limite ai passaggi di classe dell’immobile. Se invece si segue il metodo semplificato è ammesso “il salto” di una sola classe.

Da sottolineare infine che anche se si eseguono lavoro di rafforzamento locale, la verifica globale deve essere svolta sulla intera costruzione.


ALLEGATI

SCARICA LE LINEE GUIDA PER LA CLASSIFICAZIONE DEL RISCHIO SISMICO

CONSULTA IL TESTO COORDINATO DEL DECRETO N.58 DEL 28 FEBBRAIO 2017

CONSULTA LE SLIDE – CLASSI RISCHIO SISMICO E SISMABONUS



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