Lecco, 17 settembre 2013 – “In questi giorni sugli organi di informazione sono apparsi articoli nei quali WWF, Legambiente e Centro Ricerche Ornitologiche Scanagatta di Varenna formulano alcune critiche nei confronti del Piano Faunistico Venatorio provinciale, a tutt’oggi in fase di redazione, e la cui proposta finale non è ancora stata presentata. Ritengo, pertanto, che eventuali commenti in proposito siano prematuri.

Ricordo, infatti, che nella primavera 2013 si sono svolti appositi incontri con le associazioni ambientaliste, venatorie, agricole e con i Comitati di Gestione degli Ambiti e dei Comprensori di Caccia (ATC Meratese, CAC Alpi e Prealpi) con il fine preciso di raccogliere le osservazioni preliminari del Piano, presentato nel novembre 2012.

I dati elencati da WWF, Legambiente e CROS sembrano riferiti ai contenuti della prima stesura del Piano e non a quella più recente, che non è ancora disponibile.

Nell’ultima stesura, a seguito di incontri specifici svolti con le Associazioni, il quadro complessivo relativo agli Istituti di Protezione Venatoria, le cosiddette Oasi, è infatti mutato. Nel nuovo testo la situazione è molto diversa dai valori citati dalle associazioni ambientaliste.

Tengo a precisare che non è importante solo la dimensione delle Oasi, ma soprattutto la loro collocazione, che deve essere strategica rispetto agli obiettivi di conservazione. Le modifiche contenute nell’attuale bozza del Piano consistono, in definitiva, in una revisione degli istituti di Tutela e di una loro razionalizzazione in funzione della protezione delle specie più sensibili, come la fauna tipica alpina, nonché delle moderne reti di tutela ambientale coma Rete Natura 2000, voluta dalla Comunità Europea con specifiche direttive, che in Provincia di Lecco comprende sia Siti di Importanza Comunitaria sia Zone di Protezione Speciale.

Il nuovo testo del Piano non è ancora stato presentato al pubblico e, naturalmente, dopo la sua presentazione ci saranno ancora i tempi stabiliti dalla legge per la presentazione di ulteriori osservazioni e controdeduzioni.

Per quanto riguarda la presunta figura dell’uomo di fiducia dell’Assessore (a cui fanno riferimento le associazioni), mi sono limitato a chiedere chiarimenti tecnici al rappresentante della Provincia nominato nel Comprensorio Prealpi. É ovvio che l’Assessore, qualora abbia bisogno di ragguagli sui contenuti del Piano Faunistico, si rivolga direttamente agli estensori del Piano stesso, cioè agli uffici provinciali.

Per quanto concerne i censimenti alla fauna tipica alpina, per la nostra provincia il fagiano di monte e la coturnice delle alpi, sono svolti secondo le disposizioni contenute nella legge regionale 26/1993 e nello specifico regolamento provinciale.

Per ultimo, è curioso sentire gli Ambientalisti affermare che la bozza di Piano “favorirebbe i cacciatori”: il mondo venatorio ha più volte accusato la Provincia di predisporre norme troppo rigide e di stampo “ambientalista”. Ne prendiamo atto e cercheremo serenamente un punto di incontro raccogliendo tutte le istanze”.

L’Assessore all’Ambiente, Caccia e Pesca

Carlo Signorelli



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