Il Settore Lavoro della Provincia di Lecco ha elaborato idati relativi agli avviamenti nel 2° trimestre 2010, confrontandoli con i dati del 2° trimestre 2009.

L’analisi trimestrale sugli avviamenti in provincia di Lecco – spiega l’Assessore al Lavoro e allo Sviluppo Economico Fabio Dadati – mostra che l’industria rimane il punto forte dell’economia lecchese; i primi timidi segnali di ripresa arrivano proprio dal settore strategico del nostro territorio. La difficoltà per i lavoratori permane in misura significativa: sono in meno a lavorare, aumentano i contratti flessibili e chi riesce a rimanere nel mercato del lavoro cambia continuamente impiego. Pagano di più le fasce deboli, si riducono in misura forte gli avviamenti per le donne e gli extracomunitari. Questi dati, che finalmente iniziano a mostrare timidi segnali di ripresa anche nel mercato del lavoro, ci dicono chiaramente che il problema del rilancio dell’economia lecchese rimane centrale e che è necessario uno slancio ulteriore di sostegno alle aziende per agganciare la ripresa. Diversamente il rischio vero è di continuare nella deindustrializzazione del territorio, iniziata ben prima della crisi economica, che porta con sé, inevitabilmente, un calo netto degli occupati. Sono convinto che l’economia lecchese abbia idee, capacità e forza per tornare a essere vincente, ma la strada è lunga, difficile e richiede coraggio nelle scelte”.

Rispetto ai dati estrapolati relativi al periodo considerato è possibile notare che:
– Il numero degli avviamenti è stato pari a 7819 (erano 7164 nel secondo trimestre 2009, con un incremento del 9,1%);
– Il numero delle cessazioni è stato pari a 7281 (erano 6816 nel secondo trimestre 2009, con un incremento del 6,8%). Il saldo fra avviamenti e cessazioni è dunque positivo per 538 unità;
– Il numero delle proroghe è stato pari a 2492 (erano 1582 nel secondo trimestre 2009, con un incremento del 57,5%);
– Il numero delle trasformazioni è stato pari a 315 (erano 339 nel secondo trimestre 2009, con unadiminuzione del 9,1%). Si tratta dell’unica rilevazione negativa, anche se in termini assoluti i dati sono quasi coincidenti.

Analizzando nel dettaglio gli avviamenti per tipologia contrattuale si scopre però che gli avviamenti a tempo indeterminato sono diminuiti del 27,2%.
Il saldo positivo negli avviamenti è dovuto all’aumento degli avviamenti a tempo determinato (+16,5%), a progetto (29,9%) e di somministrazione (agenzie per il lavoro + 53,5%).
Le aziende hanno quindi ripreso ad assumere, ma lo fanno utilizzando in modo sempre più marcato le forme flessibili di contratto.

Sono aumentati gli avviamenti, ma sono calati gli avviati (da 5493 a 4814 pari a una diminuzione del 12,4%). Significa che sono stati stipulati più contratti di lavoro con una stessa persona. Da segnalare la forte riduzione di avviati tra i lavoratori extracomunitari(-40%).
Rispetto al genere diminuiscono più le donne avviate (-15,6%) degli uomini (-9,1%).

Per quanto riguarda i settori economici va segnalato come elemento positivo che gli avviamenti nell’industria crescono del 53,7%. Diminuisconoperò in modo consistente nell’edilizia (-16,8%) e sonopressoché stabili (-1,8%) nel settore del commercio e dei servizi. In crescita l’agricoltura (+48%) che però è marginale in termini assoluti.

I dati sembrano indicare una ripresa della produzione industriale e una situazione ancora di crisi per il commercio e i servizi e per l’edilizia. Occorre anche considerare che lo scorso anno è stata proprio l’industria a soffrire maggiormente la crisi. I livelli di partenza erano dunque più bassi rispetto agli altri settori economici.

Preoccupa inoltre la diminuzione degli avviati che di fatto significa un alto numero di persone disoccupate.

Lecco, 27 Luglio 2010



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